Scegliere un cavalletto.

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Come quando cerchi di scegliere un paio di scarpe, quelle che userai tutti i giorni, quelle per le escursioni in montagna, o quelle per andare a correre? Quelle per far bella figura, quelle comode e basta?.  Qualcosa di importante e di funzionale.

Il mio treppiedi preferito è stato per molti anni il Manfrotto 190-pro-b, nella foto qui sopra. Il più piccolo e portatile dei Manfrotto professionali. Semplice, robusto, rigido e non troppo pesante. Accompagnato dalla piccola testa 460MG era il complemento perfetto per portare in viaggio la mia attrezzatura 35mm Contax, con la quale facevo soprattutto foto di architettura. Lenti dal 18 al 100mm. Attenzione, non il più recente 190xpro, o le tristi versioni successive.
Col digitale, le macchine pesanti come la D700 e le teste panoramiche ho amato lo 055pro, piu alto, piu massiccio e pesante e quel tanto piu stabile. Poi ancora meglio i Berlebach e Wolf in legno. Zero vibrazioni, colonna centrante e peso conenuto, a prezzo di maggior ingombro e qualche funzionalità in meno.

Io, però , sono passato al sistema Micro Quattro Terzi, quindi giro con tre corpi, sei lenti, schede, batterie, testa panoramica, un panino, le schede, una bottiglia d’acqua, libro e taccuino, nella stessa borsa che prima ospitava a stento la Canon 40D e tre ottiche

Quindi, cosa voglio fare con un cavalletto adesso: Viaggio, architettura e situazioni non particolarmente dinamiche, ottiche corte, attrezzatura compatta,  leggera. Un compromesso che tenga conto del fatto che ora uso soprattutto mirrorless. Definiamo le caratteristiche che mi servono, in relazione alla mia esperienza, prendendo a riferimento un cavalletto che conosco bene, quello piú vicino al mio target, il Manfrotto 190 proB.

  • peso. Lo voglio leggero, ma quanto è,  “leggero”? il 190 pesa quasi 2kg, e lo voglio più leggero. Il 190 è in alluminio, forse andando sul carbonio…
  • compattezza. i 55cm del 190 sembrano pochi, ma  lo fanno sempre un po’ troppo ingombrante,   ed io voglio potermelo portare dietro sempre. Vorrei che restasse dentro la borsa, e non fuori. Specie quando viaggio in aereo.
  • sezioni. Più ha sezioni più diventa corto, ma non è una legge proporzionale. Quando superi le 4 sezioni (tre galletti o viti di serraggio sulle gambe) le dimensioni in posizione di trasporto cominciano a non decrescere poi tanto con l’accorciarsi delle sezioni. Più sezioni vuol dire più peso e meno stabilità, più tempo per metterlo in opera e per richiuderlo..  Il 190 è un cavalletto a 3 sezioni.
  • stabilità. e quindi utilità reale. Questo dipende da molti fattori e dalla qualità costruttiva prima di tutto, ma bisogna considerare anche le caratteristiche fisiche. La colonna centrale è fonte di vibrazioni, più è corta meglio è. Più il cavalletto è pesante più è stabile, meno sezioni ha e più è corto, più è stabile e robusto. Tutto, ovviamente è relativo all’attrezzatura che ci si mette su, ed alle aspettative.
  • colonna. La colonna aggiunge quella manciata di centimetri in piú, a prezzo, di solito, di una minora stabilità. Molti considerano l’altezza del cavalletto alla “spalla” e cioè con la colonna ritratta all’altezza dello snodo delle gambe. Alcuni cavalletti “da viaggio” hanno la colonna in due sezioni, ed in alcuni casi la prima sezione è tutt’uno con lo snodo delle gambe. Questo presenta alcuni inconvenienti. In caso di vento forte il tutto fa più “vela”e vibra di piú. Nota che non è una discriminamte per  l’altezza minima da terra. Nel caso capiti di lavorare sdraiati, su di un tavolo,  o per macro naturalistiche, l’altezza minima resta COMUNQUE quella della colonna, come in un cavalletto normale.
    Nota importante, in alcuni treppiedi la colonna si puó posizionare a 90gradi (come nel 190) e/o estrarre e reinserire con la testa in giú (come con il 190) Questo è utilissimo per foto macro, per riproduzione di documenti, per porre il treppiede in posizioni particolari. È una delle caratteristiche che mi hanno portato all’acquisto del 190, dal quale non mi separeró mai, ma  NON cerco queste funzionalità in un cavalletto da viaggio ed escursioni leggere.
  • altezza. Mi serve un cavalletto che permetta alla macchina di raggiungere l’altezza dell’occhio umano. Io sono alto 1.86,  ma mi basta che la macchina arrivi circa al metro e mezzo CON la colonna estesa.
  • monopiede. Molti tripodi in vendita oggi, hanno la possibilità di svitare una gamba, per menare il deficente che si mette davanti mentre stai facendo le foto.  Personalmente non vedo altra utilità. Se mi sto portando dietro un treppiede, è perchè il monopiede non risolve la situazione.  Se mi porto dietro entrambe è per usare il monopiede come estensione della colonna.
  • prezzo. Questo è molto importante. Si tratta di una cosa che uso molto per me stesso, non di qualcosa che uso per lavoro. Lì  è facile, peso e compattezza non sono più un problema, ci sono scelte più obbligate e sicure, per assurdo è il cavalletto “da viaggio” che compri per sfizio che rischia di costare molto di più.

Ok, tenendo come dima e misura di tutte le cose il cavalletto che conosco meglio riformulo i 6punti qui sopra.

  • peso. Dovrebbe essere (senza testa) tra i 900 ed i 1200 gr
  • compattezza. Dovrebbe stare tra i 35 ed i 45 cm
  • sezioni. A conti fatti, meglio se al massimo 4.
  • stabilità. la migliore possibile, tra macchina, testa e lente arriveró al massimo ai 2kg
  • altezza. 140-150cm
  • prezzo. Vediamo quanto costa? Certo, tirando i lembi della coperta per mettere insieme tutte le caratteristiche, più la coperta è grossa e meglio ci riesci!

Sulla base di questo, via di shopping virtuale!!

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