wifi extender for 360cameras

Many of us have use of 360 cameras that goes beyond the actioncams.
It means we are NOT the main subject of our pictures.
This means being at more than 2 meters from the camera, and one wall in the middle.
As always, all the 360cameras have only basic functions in themselves. If you want a bracketing or similar you are relying on the app, and this means on the connection of your phone over the wifi. This hack will help you adress these limits and extend the usability of your camera

Connection range is usually very short, and it’s NOT something you find in the manufacturer’s specifications. A wall, the phone in a pocket, loosing connection is so easy.


Yes,because every camera with modern wifi is generating a wifi signal. It behaves like an access point for one single IP. When you connect to the camera with a phone it’s like connecting to a wifi modem or any wifi infrastructure. The app in your phone has all the visual interface while you exchange datas with the camera.The main data flow comes from the liveview. This is asking for a lot of bandwidth, but being a 1to1 connection, you will get it.


Range extenders are devices intended to repeat the signal of your home or office wifi, in order to bring a stable connection even in rooms that are far away or blocked by old deep rock walls or cielings. Basically, to configure them you need to turn them on and connect to their web interface with a computer or a phone. Once inside you can ask them to sniff for wifi networks, you chose the one you want to repeat, and you put in the password.

So… what if?

Turn on your camera, your pc, your phone. Turn on your range extender…and ask it to repeat the CAMERA WIFI instead some home modem.
So the device you are looking for has to have the following features:


-wifi extender (or wifi repeater)
-usb power supply (so it can run off a phone battery pack)
-small form factor (easy to carry, easy to hide)

TP-WR702N. The Tplink blue square, few grams, 57x57x19mm is an incredible, exceptionally useful thing. I can’t remember how many times it came to my help. It can be a router, a range extender, an accesspoint, an hotspot, basically it’s a wifi swiss knife, fits a pocket and it’s cheap. Comes with an RJ45 port and a micro usb for power supply, plus a reset button.

So, my test till now was with the blue square and:

YI360 All OK (sometimes lag in LV)
Xiaomi MIJIA 360 All OK
Ricoh ThetaS All OK
Samsung Gear 360 All OK

In the blue square settings I will not cover the basics, but will center in showing the screenshots of pairing it with a camera’s wifi.
When you are prompted for password, you will usually need to put in the default one (few decide to set their own):

https://www.tp-link.com/us/faq-397.html


Theta S:
The SSID is “THETA” plus the serial number (example”THETAXN00001017″). The password is the numbers in the name (in this case “00001017”). The password is initialized by pressing the reset button.

YI360:
The camera’s default hotspot’s name is “YI360_XXXXXX_5G.OSC”. The default password is1234567890

MIJIA360:
The default password is 12345678

Extender position: Within the range of the camera (it’s the source of the wifi signal) andt owards the operator’s phone or tablet.

What do you gain:
many, many meters, possibility to frame, control and make manual bracketings from hidden position. To change parameters, start and stop video recordings from out-of-sight position.

Dynamic Light and Augmented Reality – to deepen Cultural Heritage


Dynamic Light and Augmented Reality - to deepen Cultural Heritage from OP + OF on Vimeo.

Augmented experience of Tintoretto paintings in S.Rocco. One single tablet uses a 3.5 gigapixel image of the whole room as interface, controlling the real room lights, accents and spotlights, and also controlling the view and enhanced contents on all the other devices connected to the system in the same room.

Dynamic Lighting and Augmented Reality integrates in one platform lighting system, home automation and multimedia communication, to make the museum experience increasingly interactive and captivating.

The first work to have become interactive thanks to the application of this system was
“The Crucifixion” by Jacopo Tintoretto (1565) for the Scuola Grande di San Rocco in Venice.

The VR photography-based AR system for smart devices creates a bridge with the physical space, allowing light combinations to be directly selected, in order to thoroughly explore every detail and access multimedia content, increasing interaction with the painting in front of the visitors.

The dynamic LED lighting is able to create effects ranging from homogeneous lighting, to a focus on specific themed backgrounds, otherwise hardly distinguishable.
Thanks to the 3.5 gigapixel image, you can appreciate the detail of each brushstroke, the texture of the canvas, in addition to the details of the surrounding wooden decorations.
From the digital interface you can access information, additional content, tutorials and the images of the Crucifixion, appreciating the same detail, but from a frontal position: the same one as Tintoretto’s in the making of his work.

With: Alberto Pasetti Bombardella, Marco Luitprandi, Matteo Tagliatti, Chiara Masiero Sgrinzatto.

External references:

Abitare
On ADI design index
Artspecialday
artslife
Archeomatica

Solari Udine Mosaicosei.

Solari Udine Mosaicosei.mosaicosei-1

E’ un particolarissimo orologio per spazi pubblici, curato nei dettagli ed elegante nelle forme.  La sua singolarità è il display a numeri luminosi, realizzati con un mosaico di VFD, o Vacuum Fluorescent Display. Si tratta in sostanza di un insieme di piccole valvole, con forme diverse, che si accendono in sincrono per mostrare dei caratteri numerici estrememente raffinati, con un font tondo e leggero che poco ha di digitale. Da lontano ogni numero acceso è percepito come velato da una texture, mentre da  vicino la magia aumenta. Ogni numero è una rete spezzata di segni, curve e tagli netti, elementi comuni e tratti specifici si accendono e spengono. L’orologio è pesante, ed ha un notevole spessore, ed i numeri, che sembrano galleggiare in uno spazio nero, bidimensionali e netti, visti da vicino acquistano uno spessore ed un effetto “aureola” che li rende ancor più magici.
Si tratta, a mio parere di uno dei pezzi più singolari e più riusciti della produzione di  orologi a numeri luminosi, chi lo osserva bene non gli stacca più gli occhi di dosso. E’ davanti al mio tavolo da pranzo. Succede spesso che anche persone poco interessate all’argomento, gli diano un’occhiata durante la cena. Poi una seconda, poi restano incantate, ed escono con un “e quello…?” o “Bello, cazzo!” Poi si guardano intorno e vedono GLI ALTRI OTTO, mi guardano con sospetto e cercano di mettersi tra me e la porta. Ma questa è un’altra storia… 😀picc-m62

Ora è in produzione un modello molto più avanzato nell’elettronica, il disegno invariato, in tutta la sua bellezza. eccolo qui sulla pagina di Solari Udine

Se veniste in possesso del modello più vecchio, su eBay, mercatini o simili, ecco una scansione del manuale che accompagnava il mio. mosaico6.pdf

 

Sottolineo che non ho niente a che fare con la Solari Udine s.p.a. e che questa non è una pagina ufficiale, e che se me lo chiederanno rimuoverò manualistiche e materiali non di mia produzione.

Petzval!

Bene. Un secolo e tre quarti ed è tornato http://microsites.lomography.it/petzval-lens/it/. Rinomato per il suo carattere,  e per il suo sfocato,  ma non certo per definizione e correzione delle aberrazioni,  L’ottica di petzval è ora un giocattolo hipster tecno-kitch,  non per tutti,  visto il prezzo.  Si dia atto che è fatto maledettamente bene, e che non sono caratteristiche da poter applicare in post con un filtro di fotoscioppe.

Qui nella versione nera. Il primo che ho visto e toccato in vita mia.
L’amico Marco ne tiene qualcuno in negozio.
Nelle mani tiene la migliore macchina apsc che io abbia mai provato finora.  Scordate le reflex come le conoscete, le mirrorless come le conoscete. Samsung ha fatto la nx1 prendendo tutti i suoi ingegneri, studiando le macchine della concorrenza,  e facendone una per batterle tutte in ogni categoria. Senza lasciare fianchi scoperti, desiderata. Non hanno problemi di farsi concorrenza da soli con altre fascie di mercato,  macchine video professionali eccetera. La Nx1 è il risultato. Con l’ultimo aggiornamento firmware stanno mostrando come upgrade mostruosi si possano fare via software, come l’obsolescenza si possa combattere efficacemente,  come i vecchi barbogi di nikon e Canon debbano aprire gli occhi se non vogliono soccombere. Le lenti sono buone. La macchina è la migliore apsc in qualsiasi fascia di prezzo. L’impianto video, 4k, superlativo. È una fotocamera vera, maneggevole,  pratica,  razionale.
Petzval e  nx1 li trovate in bottega da Marco Missiaia.
http://www.prophotoitalia.it

camera stabilizer

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Lo stabilizzatore è un necessorio. Un accessorio necessario quando intendi utilizzare una fotocamera per produrre video. Tutte le videocamere professionali, o quasi, hanno più o meno la stessa forma, una forma dettata da alcune necessità ergonomiche più o meno universali. Concentriamoci su un paio di dettagli comuni a tutti i design. Il più evidente è una maniglia superiore, spesso la base d’attacco per il microfono, a volte ospita addirittura una serie di comandi, corrispondenti ai controlli principali della camera. Meno evidente, meno comune e spesso demandato ad accessori esterni removibili, è un appoggio alla spalla.

Entrambe le cose sono funzionali alla stabilizzazione della ripresa, ed alla comodità dell’operatore. La maniglia permette di effettuare le riprese dal basso, bilanciando la camera in maniera ottimale. Con una presa leggera, il peso della macchina stessa contribuisce alla stabilizzazione dell’immagine anche quando l’operatore si muove, cammina, o fa delle panoramiche.

L’appoggio alla spalla è di solito parte degli accessori di terze parti, è utilissimo per tenere la macchina ferma, a lungo senza affaticarsi. In questi tempi di miniaturizzazione è di solito parte del “rig”, l’insieme di pezzi, componibili come il lego, che servono a dare alla camera la configurazione ergonomica, statica, e funzionale più adatta alla ripresa da fare. Un buon rig è riconfigurabile in pochi minuti, e consente di integrare di volta in volta gli accessori che servono, e bilanciarne i pesi in modo razionale.

Ho pescato su ebay questo piccolo accessorio, venduto come maniglia multifunzione per gopro. Intendo utilizzarlo come micro-rig da viaggio per le mie Panasonic micro 4/3. E’ interamente in alluminio anodizzato, le viti delle manopole in acciaio.
http://www.ebay.it/itm/191521208278?ssPageName=STRK:MEWNX:IT&_trksid=p3984.m1439.l2649

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Nella confezione:

  1. lo stabilizzatore
  2. vite a galletto per fotocamera, 1/4″ standard
  3. vite a brugola 1/4″ con relativa chiave
  4. attacco standard gopro, in alluminio, con  vite e bullone
  5. 4 piccoli o-ring dalla funzione imprecisata
  6. panno in microfibra.

Il manico, nel suo insieme  è leggero, pesa 145 grammi in condizioni di utilzzo. E’ di dimensioni contenute, 12cm x 4 x 3 da chiuso, diventa lungo 40cm tutto esteso. Gli snodi si muovono a scatti di 45gradi, una volta bloccati sono molto solidi, e completamente privi di gioco.

L’idea è eccellente, ma vi sono alcune importanti pecche di design e di realizzazione che ne limitano l’usabilità.

  • Il sistema a denti di ritenzione degli snodi, ad esempio, è a scatti di 45gradi, e la cosa limita di parecchio la messa a punto delle configurazioni possibili.
  • Le manopole non hanno un fine corsa, ed è facile svitarle troppo
  • Gli spessori degli snodi sono diversi, ma le tre viti rosse hanno la stessa lunghezza. Risultato, è facile che per regolare lo snodo più spesso (quello del terminale con la maniglia) salti via la molla e tutto, e si debba rincorrere i pezzi in giro per la stanza.
  • La maniglia dovrebbe avere un po’ di fori filettati da 1/4″ per accogliere piccoli accessori.
  • La finitura nera lucida è delicata, è arrivata già graffiata
  • I bordi interni, come le rigature di alleggerimento,  sono taglienti
  • la base di aggancio alla foto-videocamera è liscia e scivolosa, priva di sugheri o gommature, e causa rotazioni non desiderate.

Qui ho provato tre configurazioni base, maniglia superiore laterale,

maniglia superiore frontale,

appoggio da spalla.

Aspettando di fare un paio di modtfiche, tra cui un gommino sulla base a contatto con la fotocamera, non l’ho ancora adoperato. Il prezzo, 25euro spedito, non è molto. E’ indubbiamente realizzato male, ma non disfunzionale, se siano 25 euro buttati oppure no, è una domanda difficile al momento. In linea di massima direi comunque che li vale, ma ne varrà di più con la gomma antiscivolo e con 3 o 4 fori filettati sul manico!

Smartphone tripod attachments

Selfmade?  Well.  Whatever in the market is filmsy, or stupidly expensive, or dedicated to a specific model of iPhone,   ecc. So, i made  mine, out of  a cheap phone hardcase and a 1/4″ tripod to  flash adapter.

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You need:

  1. A cheap hardcase for your phone  model. It must be plastic,  no fancy  gummy material. I had one with faux leather cover, that was just a bit more difficult to hack.
  2. An 1/4″ adapter. Male or female,  or a flash rail socket.  Mine was an adapter to put a flash over a small tripod ballhead,  and needed hacking.
  3. Double component glue, sugru,  or similar flexible, strong glue compound.
  4. Eventually,  a cutter.

 

 

 

 

 

 

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cut out unwanted parts of the adapter, till you get a flat surface to allow better glueingDSC_1414DSC_1415

 

front and rear of the hardcase

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Decide where to put your tripod screwbaseDSC_1419DSC_1421

Glue to the rock solid surface! In my case I had to remove the leatherette.

DSC_1422Binding permanently with twin components glue…
And, what is my use?!?

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Cons:

  • You would need to choose point of anchorage, depending how you want to screw your phone, where, what you will do with it. For an universal fit I’d say three is the minimum of bolts you have to glue on.
  • you add bulky to the phone, if you want to keep it in the shell, you will add bulk to your bag, if not.

Pros:

  • Damm cheap
  • perfectly fit at least one of your applications
  • it is SOLID
  • made to measure for your phone.

links: An idea, you can use one of these:

wuskuv1309425086406

ebay link

you can use one or two female screws, or even the male one (cut it shorter)