decouragement – sconforto

Sarà la primavera?!?! mi sento uguale!!!

Ne approfitto per segnalare il lavoro di una “amica di internet”.
Lei si chiama Federica Del Proposto, ha una mano ed una sensibilità che adoro.
http://fumettisottovuoto.wordpress.com/
Riesce a mettere insieme la dolcezza di Mafalda, la crudezza emotiva di Gipi, l’ espressività di Sauro Ciantini, nel suo Palmiro.  In una poetica tutta sua.
La sua Barby SUV  è un capolavoro da non perdere.

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Igor Mischiyev

Igor Mischiyev

Sua Maestá dei parcheggi.

http://numeral.com/geringArchive/2003/igor_mischiyev.html

Di Igor Mischiyev non si trova tanto online. Alcune cose, tracce, libri, Spero di metter presto le mani su una copia di Multi Story Car Park.

Le poche immagini che si trovano mi hanno affascinato al punto da non riuscire a staccare gli occhi.

Lui é un artista a tutto campo, installazioni, sculture, fotografie.

 

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Jörg Sasse

Jörg Sasse

Bene, non so che cosa dire questa volta. Le opere di Sasse sono decisamente qualcosa che non lascia indifferenti. Lavora con vecchie foto, scandisce e reinventa. Modifica l’esistente e lo decontestualizza.

Sono fatte della materia dei sogni. Per forza di cose low fi.  Sará la nostra etá, ma non sognamo in HD vero?

Non é cosí facile trovare altri da mettergli a fianco. Ha un suo modo di affascinarci, di farci vedere oltre le sue immagini. Anche qui non parliamo piú di fotografia, ma di mezzo fotografico in una produzione artistica.

Altre meravigliose bugie in RGB.

http://deutsche-boerse.com/dbag/dispatch/en/kir/gdb_navigation/about_us/30_Art_Collection/40_artists/10_S-Z/62_sasse

http://de.wikipedia.org/wiki/Jörg_Sasse

 

Michael Wesely

Michael Wesely.

This is one of my favorite artists.

Uno dei miei artisti preferiti. Va oltre i problemi reciprocitá della pellicola, fino a toccare quelli relativi alla data di scadenza!!

Installare delle fotocamere a grande formato, ed imporre con un timer uno scatto al giorno, ad 1/250, tipo, per due anni…

Questo vuol dire prendere la linea del tempo, tutti gli eventi che possono accadere in due anni davanti a quell’obbiettivo, e concentrarli in una unica immagine.

Vuol dire fare il contrario di quello che la fotografia intesa come “istantanea” sembra voler essere:
Un attimo, un istante di vita estratto da una linea temporale.

Un discorso importante, sul tempo e sulla memoria, quello di Wesely.  Dagli edifici intorno a Potsdammer  Platz tra il 1997 ed il 1999 le sue camere sono testimoni della ricostruzione.
Ed il senso estetico é pienamente appagato, da questi edifici fantasma, viventi, che nascono mostrando le loro interiora.

http://www.unfinishedman.com/the-long-exposures-of-michael-wesely/

http://spaceframed.blogspot.com/2009/03/long-exposures-michael-wesely-9.html

http://pruned.blogspot.com/2010/06/potsdamer-platz-1997-1999.html

James Casebere

James Casebere.

– Ma se vedi queste fotorafie di modellini.. che cos’é l’opera? La foto, il modellino, l’atto di fotografare, tutto insieme?

Da una discussione con un altro amico fotografo nasce questo post. Sono venuto in contatto con l’opera di Casebere 8 anni fa e ne sono rimasto conquistato. Non credo che lui sia il primo a fare di queste cose. Costruire modellidi molto realistici, di architetture esistenti o non esistenti, a volte allagarli, renderli ancora piú surreali e scattare queste perfette fotografie di interni…

Ancora una volta a conferma che la fotografia, per l’arte é solo un mezzo, non un fine ultimo, come vorrebbero tanti fotoclub.

Ancora una volta la fotografia é menzogna, inganno. Un bellissimo inganno.

http://www.artsblog.it/post/1034/james-casebere-lintersezione-tra-fotografia-scultura-e-architettura

http://mocoloco.com/art/archives/002089.php

http://www.exitmedia.net/prueba/eng/articulo.php?id=44

Wayne Martin Belger

Fotografia e Morte.

Di nuovo in bilico tra fotografia ed arte.

La dove lo strumento é concepito come parte fondamentale dell’opera. Belger costruisce le sue fotocamere ( si tratta di semplici pinholes, beh semplici…) appositamente per scattare fotografie a soggetti specifici… Ogni fotocamera é un macabro rituale alchemico, tanto quanto quello della fotografia.

L’opera non é la fotografia, né una immagine, neppure la fotocamera in sé. L’opera é ancora una volta qualcosa di piú complesso, un processo di espiazione, uno sguardo crudo, macabro ma intensamente vero sulla realtá. Ed é una veritá imparata a caro prezzo, una veritá personale e non una veritá assoluta.  Non é quel gusto del macabro che ci spinge a voler vedere  l’incidente stradale da vicino, di quelle cose che ci consentono di stare dietro al vetro della macchina. Ma é comunque parte dello stesso meccanismo che ci aiuta a sentirci es a ridefinirci vivi.
L’opera di belger ci costringe a seguire i suoi passi, le sue espiazioni, ci fa riflettere sul nostro edonismo. L’immagine é morte, con tutto il suo fascino meccanico. E la morte, ancora una volta restituisce luce e bellezza  impareggiabile alla nostra immagine della vita.

Links:

Frankenphotography

Wayne Martin Belger.

Ben Heine

BEN HEINE Pencil VS. Camera

Artista molto interessante, che aggiunge alla fotografia una vena surreale attraverso il disegno. L’uso della fotografia é vitale alla costruzione dell’immagine, tanto quanto il disegno, ne é la contrapposizione. Il dialogo reale-immaginario viene a volte invertito, in un gioco di specchi senza fine. I lavori della gallery costituiscono un corpus, che acquista piú senso se visto nel suo complesso. Bravo!