E’ morto Moebius.

ansa

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E’  stato uno di quelli che hanno costruito il mio immaginario personale. Tra tutti, forse il piú importante.
Grazie, Jean.

Panasonic GF2 HACK!

Ci siamo!!!!

http://www.personal-view.com/talks/discussion/2321/gf2-stable-patch#Item_7.

http://www.personal-view.com/talks/discussion/1732/official-gf2-hack-development-topic/p3?post#Form_Body

 

Olympus OMD, ma perché?!

Ho avuto modo di valutare la macchina, come credo tutti noi, dalla carta.
Ci tengo a dire che per me una fotocamera NON é fatta solo di qualitá di immagine, di un buon sensore, di buone ottiche.
Una fotocamera é una interfaccia tra il fotografo e l’immagine che produce. Ognuno di noi a modo suo la sceglie. La vive. La usa.
Io ho comprato una micro43 per la compattezza, per il tipo di ergonomia, e per il VIDEO.
Poter fare video su di un sensore grande con una macchina piccola e maneggevole.

Ho guardato questa OMD in tutte le salse. ne ho gustato il design retrófuturistico, le foto stile “camera-porn” che girano.
Ed ho sbavato.
Poi, in un particolare di un video, ho notato una cosa. Si é rotta la magia, ho usato il cervello e ne ho notate tante altre.

Ancora una volta la vite del cavalletto é scostata rispetto all’asse ottico. Non si vede quasi mai il fondello, ma se é vero quello che penso, e per cambiare le pile e-o la scheda devi smontare il fast-release dalla macchina, per me puó finire nel cesso, la OMD, e sulla strada un bel pó di colletti bianchi.Non ha la presa microfono integrata. Ok, c’é il SEMA1. Con il SEMA1 sulla slitta portaflash hai due scelte

1-  Il discreto microfonino stereo in dotazione, posizionato nel luogo dove solo un perfetto idiota terrebbe un microfono ambientale, a prendere TUTTI i rumori di maneggiamento piú tutti quelli prodotti dai motori di messa a fuoco.

2- mettere un microfono direzionale o ambientale, un sony 957, un sennheiser, un AT, un Rode NTG-2 ecc.su di una staffa esterna, su un boom, un palo eccetera.Giá, perche sulla slitta flash c’é il SEMA-1, quindi la soluzione semplice, comoda, compatta, diretta, per alcuni versi imperfetta, ma STANDARD di mettere il mic direzionale sulla slitta flash col suo distanziatore ammortizzato é impossibile.

Forse, googlando “DSLR microphone“, FORSE si capisce qualcosa?

Adesso veniamo al bello. All’impugnatura verticale in due comode sezioni. Cosí da stare piú comodi, con una bella macchina ergonomica, che finalmente ti riempie la mano come dovrebbe. La mia unica meraviglia é che una idea cosí idiota non sia venuta per prima a Nikon per la “1”.

Tanti piccoli dettagli che mi fanno capire che le micro43 Olympus vengono disegnate come accessori di moda e non come utensili fotografici.
Gran rispetto per Panasonic, che poi si “scorda” i controlli manuali del video sulla GX1 e sulle GF e fa dei menu degni di un videoregistratore, ma molto piú rispetto per Canon, che giá sulla 550 e sulla 600 ci mette tutto, ma proprio tutto quello che serve a fare foto e a fare video, il resto ce lo mette magic lantern.
Indipendentemente dalla reale qualitá fotografica dell’attrezzo, la OMD disattende piú o meno tutte quelle che erano le mie ragioni per comprare una micro43.

Come scritto su 43rumors “Olympus dice che questa NON é una macchina professionale”. Ah, meno male! Che se avessero sostenuto il contrario si sarebbero coperti di ridicolo. Solo, che visto che la fascia di prezzo é quella di una macchina “professionale”, mi chiedo perché dovrei accontentarmi di una “fotocazzoamatoriale”.
Sorry, sono il target marketing sbagliato.

E’ passato un anno. Non ho comprato una OMD, ma ne ho provate tante, amici, conoscenti eccetera. Quello che ho detto nelle considerazioni qui sopra me lo sono rimangiato in gran parte, ed è tempo di fare delle nuove considerazioni, da utente saltuario, d’accordo, ma dettate dall’esperienza diretta e non dalle specifiche sulla carta.

OUT FROM LINKEDIN!

L’avevo aperto per lavoro.

Ha invaso la mia mail.

La mia privacy.

Ha cominciato a chiedere in continuazione la mia password della posta, per rivoltarla come un calzino e spammare tutti quelli che conosco.

ok. ADESSO BASTA!

Rimosso account. Qualsiasi email contenente riferimenti, la parola stessa ecc. finirá nello SPAM!

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Panasonic GF2 hack sempre piu vicino.

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Il nostro caro Vitaliy Kiselev dice che non promette e non stima date precise, ma che l’hack della piccola Panasonic sará sostanzialmente simile a quello della GH2. Ovviamente tutti i limiti hardware non possono essere superati,  quindi non aspettatevi cose impossibili.

Panasonic 3D lens, su EPL-1.

 

Benone..
Benvenuti, anzi bentornati nell’hype del 3D!
Anche Panasonic ci ha messo lo zampino, riportando in auge un tipo di obiettivo che ha una storia piuttosto lunga…

Per chi abbia voglia di ammirare ed analizzare lo STEMAR (Stereo Elmar), il posto giusto, dopo la vetrinetta di un collezionista, é il sito di MIR, vero luogo di bagordi, per noi appassionati e collezionisti.

Come vediamo su Pacific Rim Camera lo Stereo Nikkor, quasi identico, poi c’é uno Zeiss, un FED russo, ecc. ecc.  Ogni 20-25 anni il mercato viene inondato di 3D, la cosa dura 10 anni  e poi va tutto nel dimenticatoio. Come?Perché? io ho le mie teorie, ma in sostanza non é mai stato sviluppato un vero linguaggio, e non tutti possono vedere una immagine stereo, o comunque non attraverso gli stessi mezzi e nello stesso modo. In sostanza, ragioni tecniche e pratiche, ma anche ragioni ben piú profonde ed importanti, che mettono in questione il reale valore aggiunto della cosa.

Da parte mia trovo che il 3D, in fotografia come in video, abbia la capacitá in alcuni casi di aggiungere magia, di dire davvero qualcosa in piú. Ma é raro, ed é rarissimo nelle grandi produzioni.

12.5 che cosa vuol dire? Che é un grandangolare, quasi un 24?
Sbagliato.
Una ottica di questo tipo é composta da DUE obiettivi, e scatta DUE immagini sullo stesso sensore, utilizzandone, come vediamo, una piccola parte.
Il risultato é che il piccoletto produrrá delle immagini stereoscopiche  da circa tre megapixel. Diciamo che non ci sono problemi nella cosa… é quanto basta per stampare un A5 o anche un A4 senza troppi problemi.
In stereofotografia, infatti, la definizione dell’immagine non é un fattore cosí importante.
12,5mm f12… fuoco e diaframma fisso.
Si puó montare su qualsiasi macchina micro 4/3, ma funziona solo sulle Panasonic… E non su tutte: G2, G3, GH2, GF2, GF3, GX1 le macchine compatibili. GH1, GF1, G1 e G10, ma anche AF101, e tutte le Olympus sono escluse.

La prima volta che ce l’ho in mano, é in un bel negozietto di Venezia. Rarissimo vedere un negozio di fotografia stracolmo di micro 4/3 e mirrorless!! Il paradiso. DOVEVO entrare! Marco, il proprietario, é una persona simpaticissima,  di una gentilezza d’altri tempi, ed ha due doti cha vanno sempre in coppia, é estremamente preparato ed estremamente curioso. Cosí, proviamo a metterlo sulla mia EPL-1  e vediamo che succere.
Si accende, la macchina ci mette un sacco e poi dá schermo nero.  Errore. Fine dei giochi.  “ma no, non é possibile! si dovrá pur vedere qualcosa, ehi, hai abilitato l’opzione di scattare senza obiettivo?” “Sicuro, é la prima cosa che ho fatto quando l’ho comprata!” “Saranno mica i contatti elettrici? Proviamo a coprirli” e tira fuori il nastro adesivo…
😀
Oh, beh! ha cominciato lui! Io ho solo estratto il coltellino svizzero, sagomato il nastro-carta e… CLICK!
La macchina scatta!
Camera Hackers alla riscossa! In effetti i contatti servono alla macchina, per recuperare, dal firmware dell’obiettivo le nozioni necessarie ad usare l’obiettivo stesso, a processare le immagini, anche solo a come farle vedere sul monitor. Non dimentichiamo che le ottiche micro son fatte di vetro, plastiche, metalli, ma anche DI  SOFTWARE, in egual misura. Le lenti correggono quello che si puó correggere solo con l’ottica, il coma, le aberrazioni cromatiche e lasciano perdere il resto. Il software corregge il resto, la geometria, la vignettatura. governa  la messa a fuoco automatica, ed anche quella manuale, e la gestione del diaframma.
3D lens. Diaframma fisso, f12. Fuoco fisso. Escluso il chip, diventa un’ottica-e-basta, e non puó incasinare una macchina non compatibile.
Cosí, faccio due foto dentro il negozio e continuiamo la chiacchierata. Purtroppo passa un mese, tra lavoro, eventi e cataclismi.
Ed io mi metto a lavorare a questo trafiletto solo adesso.

Poi, immagino, che le foto scattate siano direttamente visibili con qualche bel software Panasonic, che ci sia giá un sistema per tagliare e mettere a registro il video, eccetera eccetera. E questo sulla Pen, scordarselo.
Le foto sono state ritagliate con Photoshop, in immagine destra e immagine sinistra. Tenendo l’immagine tutta intera, vignettatura inclusa.

Le suddette immagini, poi, sono state caricate in Stereo Photo Maker, un ottimo programma, gratuito, per l’allineamento delle stereocoppie.

Appena fatto partire in automatico ha fatto straordinariamente bene il suo lavoro.
Anaglifo a colori, rosso-ciano (rosso a sinistra).
Pronti con gli occhialini?!?!!?!?
😀 😀

 

Ringrazio Marco Missiaja per la simpatica chiacchierata e la pazienza, oltre  che per aver reso possibile questo post!

 

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Viva gli sposiiiii

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PUNKAMERA!!!

Pffffffffffffffffffffffffff

VRSCHHHHhhheeeebellohhhhhhhhwuihhhhhhpotetessssshhhhhhhvhhhehhhhrhhheheheh

Il Gatto Morto, the Dead Cat, é un pezzo di attrezzatura indispensabile per chiunque faccia del video. La falsa pelliccia si intreccia con un tesuto di cotone a maglie larghe, protegge il microfono dai colpi di vento, che disturbano enormemente la traccia audio. attenua alcuni suoni, e cambia alcune forme d’onda, ma questo é niente in confronto a quello che riesce a salvare.
Parliamoci chiaro, i microfoni interni delle fotocamere fanno schifo. Purtroppo sono tutto quello che si puó pensare di avere, in moltissimi casi (Olympus fa un carissimo ed introvabile kit, microfoninistereo e presa esterna preamplificata, si chiama SEMA-1) E per alcuni versi puó anche bastare. Questa piccola modifica, peró,  dá dei risultati cosí soddisfacenti che é un peccato non farla.

In sostanza bisogna procurarsi uno scampolo di finta plliccia, del biadesivo forte e di buona qualitá, degli strumenti da taglio, tra cui una fustellatrice, o un attrezzo per fare dei buchi tondi.

La pelliccia piú é lunga meglio é.  Si taglia un rettangolino di biadesivo  in grado di coprire il buchetto del microfono con una certa estensione. Importante é capire dove il buchetto si trova, e come fare a non coprire organi vitali della macchina!!! La fustella, o l’attrezzo per fare buchi (o anche un bisturi utilizzato con destrezza) servirá per ritagliare un buco abbastanza grande da lasciare scoperti TUTTI o quasi i buchetti del microfono. Il biuadesivo tapperebbe completamente il microfono stesso, mentre la pelliccia sintetica no!

Di solito i produttori fanno a gara per metterlo nei posti piú strategici per

  • catturare tutto il rumore che le mani fanno sul corpo della macchina,
  • prendere “meglio” il vento
  • prendere tutto il rumore dei motori di messa a fuoco

Detto questo, ritagliate anche la pelliccia… attenti ai peli, dovete tagliarla “pettinandola” prima.  Togliete a mano i residui. Per le imensioni, deve essere leggermente piú grande del biadesivo, a occhio qualche mm.

Posizionate il biadesivo sulla macchina, in modo da NON otturare i fori. Con le forbici sagomate dove é necessario, in modo che non ci siano pezzi di nastro “volanti”o non aderenti, e che tutte le funzioni della macchina siano preservate.

A questo punto ricontrollate che il gatto non perda il pelo, incollatelo sopra  premendo bene!!! E ricordate…

PUNK IS (NOT) DEAD!

Micro 4/3 ed ottiche passo C.

1 – le basi


(da utente flickr Systemlayers, Xenon 25mm 0.95 su GF1)

Molte sono le ottiche a passo C che si possono mettere sul micro 4/3.
Alcune danno splendidi risultati, alcune danno risultati estremamente interessanti ed intriganti. Molte di piú sono perfettamente inutili.

Queste ottiche sono in genere dedicate alle vecchie cineprese 16mm, Super-16 e qualche Super-8. Ma lo standard 1″ C-mount é stato utilizzato anche in seguito, telecamere professionali per la TV, apparecchiature da videosorveglianza, fino ad arrivare alle “machine vision”, videocamere ad altissima definizione utilizzate dai robot industriali. Gli occhi delle macchine che producono altre macchine. Diciamo, insomma, che é una filettatura molto, molto comune.
Sono invitanti, hanno”numeri” molo piccoli, sembrano, cioé, tutti grandangoli luminosissimi.
Il punto é: “La Tal Ottica, funzionerá sulla mia Pen?”

Su eBay si trovano adattatori che permettono di fare il Frankenstin, ma se vediamo la tabella dei tiraggi (distanza tra sensore e flangia della baionetta) vediamo che il C-mount é piú corto di quasi 2.5mm del micro 4/3! Ebbene sí, gli adattatori rientrano, seguendo la sagoma della baionetta Olympus/Panasonic, e le ottiche passo C vi entrano correttamente  solo se non hanno il… “culo grosso!”
Sennó restano sempre un tantino in fuori, e perdono la messa a fuoco all’infinito.
Altre vengono da macchine particolari, con tiraggi leggermente diversi.  Altre non hanno proprio la copertura, e disegnano la loro immagine in un misero circoletto al centro del sensore.  Quasi tutte non si avvitano mai in modo da presentare l’indentazione di messa a fuoco e diaframma ad ore dodici, come tutti gli obiettivi che si rispettino.

Se non conosciamo la “storia” dell’ottica difficilmente possiamo valutare se ha le caratteristiche necessarie per essere montata con successo. Ed anche cosí, non c’é una risposta definitiva. Bisogna provare.

Ma se:

  1. la qualitá ottica é buona o comunque interessante
  2. la vignettatura é ridotta, o accettabile o piacevole

Allora ci si ingegna a modificare, regolare e calibrare  ottica e adattatore .
Vorrei ricordare, sul punto2, che se l’obiettivo in questione fa i quattro angoli neri, o degli strani colori slavati e vignetta… che quando andiamo in modalitá video ritagliamo solo la parte CENTRALE del sensore, e che una ottica brutta fotograficamente puó essere una cosa eccezionale in video!

Un preziosissimo link spiega piuttosto bene la faccenda del cerchio di copertura, e da una buona base dati per partire alla ricerca di ottiche cine-video. https://spreadsheets.google.com/pub?key=p9kkgjwEQQQ-HJwvNDobeEw

Ci si compra un adattatore economico su ebay, dalla cina, e si sperimenta.
Quale adattatore? ce ne sono di piú generici, come questo ottimo fotodiox, o analoghi, piú scadenti di fabbricazione cinese

Oppure di molto piú tecnici, come i Kipon ed i Metabones, che sfruttano ogni decimo di millimetro della baionetta per far entrare anche i “culi grossi”.

Oppure si fa sperimentare gli altri… come il sottoscritto. Ma c’é un prezzo da pagare, ed é monetario.
Credo che il primo che ha messo le mani su un vecchio Schneider 25mm f0,95 sia il colpevole. E’ lui che ha fatto il primo danno. Gli é arrivata la EP-1, fresca di fabbirca, esemplare di preserie, mi immagino con la posta del mattino. Esce dalla doccia ancora insaponato, si butta su l’accappatoio e  va ad aprire. Apre il pacco con foga, la tira fuori;, la accarezza, monta e smonta l’obiettivo (ovviamente il 17), e mette sotto carica la batteria.  Finisce di lavarsi, e senza nemmeno vestirsi si prepara la colazione.  Si lava bene le mani, caccia su la batteria, la scheda. Poi sicuramente ha aperto una vetrinetta grande come un armadio quattro stagioni ed ha cominciato a mettersi  davanti al sensore tutti i pezzi di vetro che aveva. Quando ci ha messo QUELLO,  ha tirato un urlo tale che i vicini hanno chiamato la polizia, che lo ha trovato nudo, in giardino, con strani oggetti in mano che gridava felice fotografando i fiori. Appena rilasciato, peró, questo tizio commette il vero reato, quello per il quale noi tutti lo vorremmo prendere a manfrottate sulle gengive. Ha aperto internet, flickr, blog, forum, e lo ha detto al mondo.

In una settimana, un pezzo di vetro che valeva, usato, quanto l’angioletto di ceramica che vi ha regalato la Zia Maria e che sta sul mobiletto del salotto, é schizzato a quotazioni proebitive. Intendo da SCAPPATI DI TESTA. intendo MIGLIARA di EURI. Insomma, se se lo fosse tenuto per sé…. ora io forse ne avrei uno.

Computar (Pentax) 50mm f1.8 su micro 4/3

Computar, cioé Pentax, probabilmente una lente da CCTV. Trovata a poco  che galleggiava nelle acque della eBaya.

Si presenta come un piccolo piccolo obiettivo fatto bene, tutto in metallo e vetro. Denso, pesante. Ghiera diaframmi OVVIAMENTE senza click, molto fluida. Messa a fuoco densa e pastosa.

Appena messo  su ho fatto un salto. Niente angoli neri, vignettatura leggera, ottimi contrasti, colori fantastici, ottima definizione  e uno sfocato che sembra seta!
Pacco, non mete a fuoco oltre il metro. Guardo bene, é un “Culo Grasso” ed il mio adattatore cinese economico é davvero troppo stretto. Calibro in mano faccio due conti, e no.
Nemmeno un Metabones da 50 eurazzi potrebbe contenerlo. Che fare? Le soluzioni non sono molte. Comperare un adattatore piú tecnico, smontare e far rifilare (ritornire) lo zoccolo cromato che porta la montatura, oppure operare sull’elicoide di messa a fuoco. Si tratta del meccanismo a vite che porta avanti ed indietro tutto il gruppo ottico per focheggiare. Questo ha sempre la possibilitá di essere registrato, le ottiche vengono registrate in fabbrica sulla base del tiraggio nominale, ma di solito c’é sempre un minimo di  spazio per aggiustamenti anche consistenti.

La fortuna é che tutte queste ottiche sono piccole, e quindi semplici! si assomigliano quasi tutte.
Con cautela scopro la ghiera della messa a fuoco, stando attento a non rompere la gomma godronata.Tre viti a grano. Bingo. basta allentarle, non rimuoverle.

Bisogna allentare anche la vite a stella… Che cos’é? ma é il blocco della messa a fuoco! é la “battuta”, il fondo scala.

Smontata! vedete ottica, tappo posteriore, ghiera di messa a fuoco e relativa gommina.Guardate bene la parte cromata che contiene il gruppo lenti. Si vedono le traccie di dove i tre grani vengono fissati, rendendo la ghiera di MAF solidale al gruppo ottico sull’elicoide. Bene, montiamo il tutto sulla macchina cosí com’é.

Adesso proviamo. Miriamo ad infinito, zoom del liveview al massimo, diaframma spalancato,  e giriamo a mano il gruppo sul suo elicoide, fino a che non va a fuoco. Meglio se su cavalletto. Sembra andare a fuoco a infinito, quasi perfettamente, a fine corsa. Dove l’elicoide é un pelo piú ruvido, senza grasso.

Rimontiamo la ghiera, allinata sulla scala delle distanze ad infinito, e serriamo i grani. Ora un ultimo tocco… Con l’obiettivo ancora su, allentiamo i grani della montatura, in modo da poter allineare il registro di messa a fuoco e diaframma ad ore 12 rispetto alla baionetta della Pen. Il brillantino della Frociocamera sui sta scollando…

BINGO! Adesso che é tutto allineato ci faccio un giro. La messa a fuoco é un poco piú ruvida. Bella forza, sta girando dove non c’é grasso! E poi.. pacco! la minima distanza di MAF é un metro! é anche scritto sul barilotto.
ora, io un 50mm sulla PEN lo uso per fare ritratti (é come un 100mm) e mi capita anche troppo spesso di volerli fare a persone che stanno a circa 50cm da me. Perfetto se hai un 50mm di una vecchia reflex, con adattatore: la minima distanza di MAF é 40-50 cm.

Una volta eliminata la vite a stella, la battuta di messa a fuoco non esiste piú… e girando la ghiera di oltre 400 gradi (piú di un giro completo) la minima distanza di messa a fuoco arriva a 50cm!! A presto dei seri test!!

———————— o ————————-

Ed ecco i seri test.
L’obiettivo dimostra una grande grinta. Va molto meglio di quanto mi ero immaginato.  Bisogna fare attenzione ai flare. Specialmente quando il sole é subito fuori dall’inquadratura. Mettere a fuoco in manuale é una passeggiata.

Purtroppo manca qualche decimo all’infinito,  spero di recuperarlo con un adattatore migliore. Per ora, peró, é sufficiente chiudere il diaframma ad f2.8

Quello che stupisce é la gradualitá e la “cremositá” dello sfocato, sempre molto ordinato e morbido. La messa a fuoco, portata ad una cinquantina di centimetri,  consente qualche interessante acrobazia nel fotografare gli oggetti.

Qualche test un poco piú scientifico, sul foglio di carta a quadretti, mi rivela una buona ottica, non eccezionale ma buona.  Sul bordo sono presenti aberrazioni cromatiche  nella norma, la vignettatura é sempre presente,  si riduce sensibilmente ad f4, le distorsioni geometriche, il classico barilotto, é abbastanza pronunciato, ma non piú di una normale ottica zoom. 

Quello che colpisce,  guardando le immagini del foglio a quadretti, é come focheggiando al centro i bordi siano progressivamente fuori fuoco, mentre  nelle foto normali sono ottimi e gradevoli… f1.8f2.8 f5.6f8

Questo é dovuto alla curvatura di campo, e non a difetti dell’obiettivo.

Allora, che cos’é questa lente? Il graal, l’ottica da ritratto perfetta?  Primo, quasi nessuna lente eccezionale é perfetta. Una lente eccezionale é una lente che, all’interno di un utilizzo specifico, brilla nel mucchio, si staglia dalle altre con un carattere preciso ed unico, un attrezzo che permette al fotografo di ottenere un certo tipo di risultato in maniera naturale e senza acrobazie. É la ragione per cui in uno stesso corredo possono stare piú ottiche della stessa lunghezza focale.
Facciamo una considerazione, lasciando il 45 Olympus da una parte per un poco. Per avere un luminoso medio tele da ritratto, fino a poco fa, dovevamo procurarci una ottica tra i 35 ed i 50mm fatta per il formato piano della pellicola ed adattarla.

EPL-1 con 50mm Computar, 50mm 1.8 Canon 39×1  (Leica a vite), ed il meraviglioso Konica 50mm 1.7.

Un buon 50, con il suo adattatore, veniva a pesare ed ingombrare quasi quanto la macchina, sbilanciando il tutto notevolmente, e compromettendo la tascabilitá dell’oggetto.
Se scelgo una lente fatta per macchine a telemetro ho un insieme bilanciato, compatto ed esteticamente gradevole.  La distanza minima di messa a fuoco, peró é limitata ad un metro. In una birreria, al tavolo del ristorante, ad una normale distanza di interazione “intima”, alla distanza abituale di un ritratto, per il mio modo di lavorare, non funziona, tocca fare equilibrismi patetici che allungano i tempi e fanno perdere il momento giusto. Senza contare il costo, molto piú elevato delle ottiche nel mercato dell’usato.
Ora Olympus é uscita con un 45mm f1.8, ad un prezzo allettante, e che sembra proprio avere una qualitá d’immagine straordinaria. Piccolo, autofocus, ben costruito e performante. Ciononostante un 50mm come questo Computar, modificato opportunamente (basterebbe in realtá che mettesse a fuoco tra i 50cm ed i 10m) sembre proprio una soluzione economica e appagante. Non nego che mi piacerebbe fare un confronto tra i due

A presto per una prova sul campo, per capire se si tratta di una “ottica eccezionale” oppure di una Toy Lens.