Vecchie Glorie: Rolleimatic.

rolleimatic

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Rollei é nota per avere, ad un certo punto della sua storia, eliminato fisicamente gli uomini del marketing, gli utenti che davano feedback, e tutti quelli dotati di senso pratico o sano realismo.
Da questa epurazione, e dallo strapotere di ingegneri e designer “duri e puri” nasce una serie di fotocamere, in purissimo stile R Col Ricciolo, che ha fatto passare Rollei alla storia del design e della fotografia (se non altro per i pianti isterici degli utenti e le risate di scherno di cui erano bersagliati). Passare alla storia nel senso che é riuscita a fallire due o tre volte.

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Cosí, a metá degli anni ottanta, rincorrendo a perdifiato l’agognato fallimento del marchio, gli ingegneri sfornarono questo pezzo unico ed inestimabile. Una fotocamera compatta, dotata di automatismo completo e prioritá di diaframmi, che una volta chiusa naconde e dissimula ogni tipo di controllo e parte meccanica. Eccezion fatta per i due grossi bottoni arancio squillante.
Da chiusa é un piccolo mattone, in metallo e plastiche pregiate, nero ed arancio, spigoloso ed elegantissimo.

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La godronatura che costituisce una specie di “marchio di fabbrica” Rollei fino a tutti gli anni 90 rende la presa sicura e molto piú ergonomica di quello che sembra.
La trasformazione avviene slittando lo sportellino anteriore ( e fin qui nulla di nuovo, si pensi alla XA Olympus di Maitani) e PREMENDOLO lateralmente…
Questo movimento fa sgusciare fuori un pregevolissimo Rolleinar 38 mm f/2,8 (4 elements, 3 groups), quindi un Tessar,  dotato di trattamento antiriflesso HFT a messa a fuoco manuale.
A simboli nella parte superiore, scala metrica guardando la macchina da sotto. Ovviamente messa a fuoco a spannoni.  Ma ricordiamo che siamo nel 1980 e che si trattava della normalitá per una compatta, anche di classe!

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Ora, ad un esame attento, la macchina risulta PRIVA di LEVA DI CARICA, in un periodo storico dove il trascinamento elettrico della pellicola era quasi fantascenza.
Lo stesso sportellino che scopre ed estrae il prezioso Rolleinar funge da leva di carica, posizionando il fotogramma successivo ed armando l’otturatore centrale elettromeccanico.
La chiusura dello sportellino con il dito indice della mano destra appoggiato sul rettangolino arancio, invece, fa rientrare l’ottica e richiude la macchina nella sua monolitica forma pura. A fianco dello sportellino, il controllo dell’autoscatto a 10 secondi(con led rosso)

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Dietro vediamo il tipico mirino albada, con cornicetta nera, la finestrella di controllo per vedere che rullino c’é  su, ed i due slider che permettono di impostare gli iso e di controllare il diaframma di lavoro con il flash. La slitta portaflash é incassata nella parte superiore, a filo con la copertura. Ospita benissimo i flashettini Rollei Beta, a contatto caldo non ttl.
Sotto troviamo nuovamente una curiositá, il contascatti nascosto ed integrato nell’attacco standard 1/4″ per il treppiede… ed il tastino di sgancio per il riavvolgimento del rullino, nel caratteristico colore arancione!
Tutto, in questa opera dell’ingegno umano, parla di qualitá, di progetto, di materiali, di design e di ricerca estetica. Ogni cosa si muove con click sicuri, con suoni e movimenti fluidi ed asciutti. Eccezion fatta per la maniglietta di avvolgimento. E’ necessario, indispensabile continuare a ricordare la data di introduzione sul mercato.

from wikimedia

Nonostante la complessitá meccanica, l’unica cosa delicata di questo modello risultó essere la parte elettronica. Oltre al fatto che, per l’utente comune, risultava troppo diversa dagli standard per capire come adoperarla. O anche solo come chiuderla dopo averla aperta.
Il tutto a fronte di un esborso che era fantascentifico quanto la macchina.
Il risultato é che in giro ne restano pochissime, ed é un oggetto ambito dai collezionisti Rollei, dai collezionisti di compatte e dai collezionisti di oggetti di design.

Rolleimatic
Camera Type 35mm EE compact camera with lens-shutter
Film Format 24x36mm
Lens Rolleinar 38 mm f/2,8  Tessar-type (4 elements, 3 groups)
Filter thread N/A
Focusing Range 0,90 m to infinity
Shutter Speeds 4 ~ 1/500 sec
Exposure meter Single Silicium cell located above front lens element, programs aperture/speed selection
EV Range EV 1 (f/2,8 @ 4 sec.) to EV 17 (f/16 @ 1/500 sec.) with ISO 100 film
Film Speed Range ISO 25 (DIN 15) to ISO 400 (DIN 27)
Viewfinder Information Bright frame line, Parallax correction mark, Overexposure and underexposure warning signals
Focusing System Zone focus marks
Flash Synchronization Built-in “X” synchronization @ 1/30 sec., “X” contacts in Hot Shoe
Film Loading Easy loading system
Film Advance Single-stroke, Built-in double exposure prevention
Self Timer 16 sec. delay
Battery One 6 volts silver oxyde PX 28
Dimensions 114 x 60 x 33,5 mm
weight 315 g

links e fonti.
su Camerapedia
su 35mm-compact.com
sul sito di Mike Elek

Anime! La prima stagione 2011

Si apre la stagione anime, primo semestre 2011!
Su Jigoku, la lista.

Come al solito si trovano cose sottotitolate in Italiano ed Inglese.  Io vado a “chi esce prima”. Tutte le serie si trovano in streeming sottotitolate, o da scaricare dai siti di fansub. Ricordo che i fansub service sono gratuiti, e i gruppi sono molto seri riguardo ai diritti delle opere, che vanno eliminate qualora qualcuno ne acqisisse i diritti di diffusione nel nostro paese.

Kore Wa Zombie Desu Ka e Yumekui Merry si rivelano serie carine e diverteni.  Direi quasi godibili. Yumekui Merry in testa per disegni ed espressivitá.
Level-E é una gradita sorpresa. Divertente e dissacrante, riprende il tema di fondo di Birdy.
Gosick riesce a prendere, ma non del tutto a convincere.
Wolverine é roba da ragazzini, sviluppata ed intesa come tale. Niente spessore. Come Iron Man e poco meno consigliabile di HeroMan.

Dragon Crisis é anche carino. Non supera il 6 per ora, ma lo seguo.
Droppato IS senza tante remore, la solita cosa melensa.
Cosa c’é che vale la pena vedere?
Beh, niene capolavori.

Ma Beelzebub fa davvero ridere, é divertente e disegnato bene, nel senso che il disegno é funzionale alla trama ed alla situazione.
Fractale ha delle idee che per ora mi sembrano intelligenti e sviluppate bene. Personaggi convincenti ed una trama che si fa interessante. Molte le citazioni consapevoli di grandi cose del passato, Miyazaki in testa.
Di Madoka, invece bisognerebbe parlarne. La trama devia in fretta da quello che ci si aspettava e rovescia gli stiemi tipici di questo cartone. Le ragazzine magiche sono autentiche, soffronoi distrbi relazionali ed emotivi come tutti. E l’animaletto magico tutto fuffoloso e carino é alla fine il personaggio piú inquietante. Chi é il cattivo?
Torniamo infine su Wandering Son, ed il tema dell’identitá sessuale. Anime interessante, leggero ma non troppo, con un disegno che proprio non mi piace e non riesco a digerire. droppato, ma non per demeriti.

Il resto non l’ho esaminato.
Aspetto il nuovo capolavoro di Kon (che riposi in pace, nell’immortalitá delle sue opere) ed un nuovo Ergo Proxy, Haruhi Suzumia, EF, Xam’D, Durarara!, che di cose che fanno saltare sulla sedia dal Sol Levante ne arrivano ancora!