Wayne Martin Belger

Fotografia e Morte.

Di nuovo in bilico tra fotografia ed arte.

La dove lo strumento é concepito come parte fondamentale dell’opera. Belger costruisce le sue fotocamere ( si tratta di semplici pinholes, beh semplici…) appositamente per scattare fotografie a soggetti specifici… Ogni fotocamera é un macabro rituale alchemico, tanto quanto quello della fotografia.

L’opera non é la fotografia, né una immagine, neppure la fotocamera in sé. L’opera é ancora una volta qualcosa di piú complesso, un processo di espiazione, uno sguardo crudo, macabro ma intensamente vero sulla realtá. Ed é una veritá imparata a caro prezzo, una veritá personale e non una veritá assoluta.  Non é quel gusto del macabro che ci spinge a voler vedere  l’incidente stradale da vicino, di quelle cose che ci consentono di stare dietro al vetro della macchina. Ma é comunque parte dello stesso meccanismo che ci aiuta a sentirci es a ridefinirci vivi.
L’opera di belger ci costringe a seguire i suoi passi, le sue espiazioni, ci fa riflettere sul nostro edonismo. L’immagine é morte, con tutto il suo fascino meccanico. E la morte, ancora una volta restituisce luce e bellezza  impareggiabile alla nostra immagine della vita.

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Frankenphotography

Wayne Martin Belger.

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