quale cavalletto?!

Micromosso, tutto quello che non avreste mai voluto sapere e che non avete chiesto…

Tutte le macchine che hanno pezzi meccanici in movimento, generano delle vibrazioni e dei momenit PRIMA, DURANTE e DOPO lo scatto.

Immaginate uno specchio d’acqua. Quando buttate un sasso quello genera delle onde, che si riflettono sui bordi e tengono l’acqua in movimento. Ci vuole tempo prima che queste vibrazioni si spengano del tutto, o abbastanza per considerare ‘acqua perfettamente trasparente.

Lo stesso avviene anche nei solidi, se gli diamo un colpo, questi cominciano a risuonare, e continuano per un pó. Anche i cavalletti fotografici, ovvio!!! Ce ne sono di piú o meno “rapidi”a smorzare, ce ne sono che smorzano meglio certe vibrazioni, e quelli che ne smorzano meglio altre, ma nemmeno i produttori badano piú di tanto a questi dettagli, solo pochi fotografi, che usano il grande formato o teleobiettivi di grosso calibro, e chi fa cinema. E, ovviamente, GLI ASTROFILI.

L’ammortizzazione dipende da 3 fattori. Fotocamera, testa e treppiede.

 

Prendiamo una reflex.

Carico e schiaccio il pulsante di scatto:

  1. si chiude il diaframma al valore prefissato.
  2. lo specchio si alza e colpisce la sua guarnizione di ammortizzazione
  3. parte la prima tendina, arriva a fine corsa, colpisce, se c’é lla gommina del suo ammortizzatore.
  4. parte la seconda tendina, arriva a fine corsa, colpisce, se c’é, la gommina del suo ammortizzatore.
  5. lo specchio torna in sede.

PRIMA dello scatto:

  • 1. é di solito trascurabile, non é un momento sul sistema ma solo una vibrazione leggera.
  • 2. dipende parecchio da come é fatta la macchina. Ma é un colpo forte, un momento sulla macchina stessa, e si riperquote sul cavalletto.

Le macchine che hanno il presollevamento dello specchio eliminano il problema. Bisogna ricordarsi dello specchio d’acqua. Presollevare lo specchio 1 secondo prima dello scatto serve a poco. Aspettateli, questi 5-10 secondi!

  • 3 e 4. Qui dipende dalla lunghezza dell’esposizione. Il synchro flash… é il tempo piú breve per scattare con il flash! Che c’entra? C’entra che si tratta del tempo piú breve con il quale tutto il sensore resta esposto COMPLETAMENTE. La seconda tendina parte quando la prima é GIÁ arrivata a destinazione. Vuol dire che la macchina VIBRA mentre sta esponendo.

 

il colpo finale della 4 e della 5 non ci interessano, a meno che io decida di scattare subito una seconda foto mentre il sistema é ancora in vibrazione!!

 

Parlando di tecnica, se i miei tempi di scatto sono brevi, abbastanza al di sotto del synchro flash, il presollevamento dello specchio é quanto basta. Mettiamo che il mio tempo flash sia 1/125. Da 1/500 fino al tempo piú breve mi sentiró abbastanza sereno.

Se i tempi sono tra 1/250 e 1/2 devo solo confidare in un OTTIMO cavalletto ed una OTTIMA testa. MA poi…

Andando su e poi su con i tempi di posa le cose migliorano. Cioé, la vibrazione causata dalla prima tendina viene smorzata in un tempo che é irrisorio rispetto al tempo totale di posa, con beneficio alla nitidezza percepita della foto

 

Quando questa cosa é critica?

Con sensori – pellicole estremamente definiti, la vecchia Agfa APX25 dava risultati indegni ed addirittura brutti, a chi non badasse a queste cose, ed a una messa a fuoco puntigliosissima. Come col grande formato! Chi ha macchine da 20megapizze in su e le usa amano libera, é piú incline a vedere mancanza di nitidezza quando guarda le foto contando i pixel.

Con i teleobiettivi il micromosso si vede di piú e si vede prima.

 

Cosa smorza meglio le vibrazioni?

1 la macchina: La Pentax 6×7, mia medio formato preferita, era una specie di trattore. il cavalletto migliore era una colata di cemento armato con una escrescenza filettata 1/4″. La Canon 10D era talmente silenziosa e ben ammortizzata da non rendersi conto che stavi fotografando. piú pesa, meglio ammortizza. Meno rumore, meno vibrazioni.

2 la testa. Piú la “leva é corta”meglio é. Le teste a sfera ammortizzano meglio. Quelle video fluide, quelle ad L tubolari, da teleobiettivo, sono pure ottime. Teste a 3 movimenti corte e compatte, oppore quelle grosse e pesanti con i movimenti a cremagliera.

Malissimo invece le teste joystick Manfrotto vecchio tipo. La leva é troppo lunga, e le teste a sfera con la sfera troppo piccola.

3 il cavalletto. Piú pesa meglio é, quel cavalletto di carbonio tanto fiko e leggero DEVE avere un gancio per attaccare lo zaino, come peso supplementare. Ma in presenza di vento, il carbonio rigido si metterá a vibrare! Quelli di LEGNO sono quelli che assorbono meglio le vibrazioni. Controllare il punto critico, l’innesto delle gambe, che non abbia flessioni, che sia estremamente solido e poco elastico.

E vanno davvero meglio quelli che non sono a grossi tubi telescopici, ma a “cannule” sottili accoppiate. Lo sanno benissimo gli ASTROFILI e chi fa cinema. Uno sguardo ai cataloghi Satchler e Cartoni, Berlebach e Wolf Holzstativ, oltre a causare dei momentanei mancamenti, puó essere molto istruttivo.

Detto questo, un BUON cavalletto é un investimento ponderato, costoso, e mirato ad un utilizzo specifico.

Un cavalletto scadente? di quelli leggerini di alluminio a tubi quadri? Meglio senza.

Un buon cavalletto per tutti i giorni va dai 70 ai 200 euri, e lasciate stare il carbonio e quelli con troppe sezioni, a meno che non sia proprio necessario. Un cavalletto davvero serio, per lavorare nelle condizioni limite con teleobiettivi lunghi, o attrezzature pesanti, puó costare una cifra. Ma se spendete quella cifra subito senza passare attraverso quelli di costo intermedio, avrete comunque risparmiato.

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